Sorgi sole, sulle rovine

Tu, mio cuore

hai perso la ragione

o forse hai solo

trovato te stesso,

che i boulevard di tigli

si carezzano, cauti

si peccano, si compiono.

 

Come le persone,

bianche, nere, rosse

amanti, fottute, di clero

o di case chiuse.

 

L’amore schifato

è feroce condanna,

tra fauci disumane

e gironi danteschi.

 

 

Carlo Molinari

Sussurri

L’unica mia colpa

è stata di annegare

nel dissesto viscerale.

 

Volavo basso

e col fiato corto,

bastavano flussi di cuore

e un tocco d’anima.

 

Volavo basso

e col cuore stritolato,

bastavano gocce feconde

e un volo d’airone.

 

Carlo Molinari

I poeti della notte

Parlano con i pesci

dormono con i passeri,

abitano la faccia velata

della luna e colgono come corolle

una stella dopo l’altra,

s’insinuano tra i licheni delle lapidi

e amano forse meglio degli angeli,

bevono il loro sangue amaro

e danzano fra rose e campi di ortiche,

scrivono nelle tenebre più oscure

e sfidano in duello

tutti i loro fantasmi di sempre,

hanno due cuori smaniosi

che battono in uno

e la loro mente accesa

è un albero prodigo di frutti,

ma è più friabile di un cristallo.

 

Sono fiaccole al vento

e si spengono con un pianto.

 

Ma almeno

si bevono la vita

fino all’ultima goccia.

 

 

Carlo Molinari

A te, donna

Donna, apoteosi

d’ogni creare umano.

Donna, sacro crisma

di chi vuol tornare a vivere.

Donna, terra gravida

per germogli di florida luce.

Donna, celeste consiglio

per ogni nebbia d’amarezza.

Donna, complice nel buio

di notti assetate d’amplessi.

Donna, dito di Dio

per chi è figlio dell’Amore.

 

Un balsamo d’incenso

per noi, anime di sangue

che non sappiamo più

come vivere un fiore.

 

 

Carlo Molinari

http://carlo-molinari.simplesite.com

Almeno quello

Si va come profughi

in cerca d’una terra

dove posare le paure,

si va come randagi

in cerca d’una coperta

che scaldi anni di dolore,

e si va, si va così

senza sapere ancora

se vi sia un posto meritato

tra i cieli del divino.

 

Almeno quello.

 

 

Carlo Molinari

http://carlo-molinari.simplesite.com

Foto: particolare de “Il giudizio universale”, Michelangelo Buonarroti

Plenilunio

Ed era luna.

 

Sorrideva, bianca

eden eterno d’artisti

monache e pescatori,

aiuola di silenzio

incanto e seduzione,

impronta sul mare

e cerchio di Giotto,

miraggio dei Tuareg

tra le dune del Sahel.

 

Ed era luna.

 

Un incontro

d’amore e sesso

fra le margherite.

 

 

Carlo Molinari

Se io, tra voi

Se camminassi

tra di voi, oh stelle

non mi perderei mai

l’esplodere silente

dei tramonti sui mari,

su apici di neve mai violati,

sui vigneti, le screziature

dell’aria di rose, e lo stupore.

 

Non mi perderei mai

neanche il sesso scatenato

fra le genziane dei prati,

le donnacce che fumano Camel

con banchieri isterici in miseria,

la gente che vegeta nei bar

e i gemelli che s’abbracciano

in un cesareo non previsto.

 

Se sapessi camminare

e abitare tra galassie intere

scorgerei, con l’anima che trema

le fortezze consacrate

della Gerusalemme celeste

dove non porrò mai piede,

sentirei un gelo siderale

e anche i crampi della fame.

 

A mente umana tutto questo

parrebbe un crack di hashish

o un abbaglio per utopisti sbronzi,

quindi mi vivo la strada, la polvere

le precedenze e i semafori,

a volte mi bevo un fragolino

e ogni tanto visito l’obitorio.

 

Se camminassi

tra di voi, oh stelle

così gelidamente lontane

sarei fallito come uomo,

non avrei saputo amare

né regalare un fiore,

non conoscerei il sapore

delle labbra d’una donna,

né avrei appreso, mai

la potenza d’una preghiera.

 

Solo anch’io

tra immensi cumuli

di silenzio immenso,

senza neppur

saper di brillare.

 

 

Carlo Molinari

Pomeriggio a finire

Mare di velluto

acqua di camelia,

qui il mio corpo

giace, con bramosia

dell’onda schiumosa,

nel meriggio diradata,

tra chiari di telline

e sole a goccia lenta.

 

E galleggio,

simulando foglie

sul fioco crepuscolo,

come fragile marea

che mi riconsegna

alle tue braccia.

 

 

Carlo Molinari

Dal Libro della Sapienza

Buongiorno a voi, stamattina anziché proporre una nuova poesia desidero dedicare un pensiero a tutti coloro che hanno perso un loro caro, giovane o anziano che fosse, di recente o negli anni che sono passati.

E lo traggo dal Libro della Sapienza (3, 1-8), Antico Testamento:

“Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio e nessun tormento le toccherà.
Agli occhi degli stolti parve che morissero, una disgrazia fu considerata la loro dipartita, e il loro viaggio lontano da noi una rovina, ma essi sono nella pace.
Anche se agli occhi degli uomini sono dei castigati, la loro speranza è piena d’immortalità.
Dopo un breve soffrire, saranno largamente beneficati, perché li ha provati e li ha trovati degni di sé;
li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un sacrificio perfetto.
Nel tempo della loro visita risplenderanno e come scintille nella paglia scorreranno.
Governeranno le nazioni e avranno potere sui popoli e il Signore sarà loro re per sempre.
Quanti confidano in lui comprenderanno la verità e i fedeli dimoreranno presso di lui nell’amore, perché la grazia e misericordia sono per i suoi eletti”. ❤️

Come azalee

 

Questo amare
è carne al fuoco,
sassaie e pane caldo
sesso vivo e catrame,
un bacio tramandato
a raffiche di Mistral,
e trincea di filo spinato
che lacera senza pietà
ogni avanzo di paura.

Ci siamo salvati
perché le azalee
sanno amare
anche sotto la neve.

Carlo Molinari

 

Ma oggi ti dico

Perché si nasce e si muore

quando avremmo voluto

baciar la terra, ogni giorno

e nutrirci del suo odore?

 

Perché si è degni d’amare

quando si crea tormento

nel cuore di chi, sincero

s’attendeva giornate di viole?

 

Soffro sulla pelle

aculei di domande,

senza saper ancora

d’esser nato.

 

 

Carlo Molinari

Spiriti barboni

Poeti ignari

con l’anima

a brandelli,

che han frugato

le briciole sterili

del dolore,

che hanno immerso

il dito scarno

nel mare del Celeste.

 

Uomini e donne

dal cuore fiero,

a stille di sangue

nell’inquietudine,

con bagliori sbadati

di balsamo della pace.

 

Forse siamo

solo spiriti barboni

tra lapidi e mazzi di rose,

che smaniano,

ad ogni ora, la via santa

per amare e scomparire.

 

 

Carlo Molinari

http://carlo-molinari.simplesite.com

Nuova recensione!

Stamattina una bella SORPRESA dal blog di Rosa Elenia Stravato: una recensione sul mio ultimo libro “L’era della ghirlanda” (lo trovate in libreria oppure on line su Amazon, Mondadori, Feltrinelli, Ibs ecc.).

Eccola a voi.

“Qualcuno, un giorno, disse: “Avremo sempre Parigi”; è così che ho iniziato a leggere questo romanzetto tascabile. Avevo addosso delle consapevolezze che mi raccontavano una Parigi molto commerciale ma romantica. Una fitta rete di congestioni e suggestioni sovrastate dalla regina di ferro: la Torre Eiffel.

Carlo Molinari ci porta nella Parigi degli anni duemila con una freschezza dinamica capace di raccontare vicoli, strade e profumi. Un testo che diventa una passeggiata lunga ed avvolgente che ci si può concedere sotto gli ombrelloni assolati.

Pubblicato da Kimerik Edizioni è un ritratto bohémien di un mondo che ci oltrepassa inevitabilmente ma di cui, troppo spesso, non siamo consci.

Pascal è il protagonista eccentrico di questa novella boema nella quale la passione diventa il fil rouge che regna sovrano e che si compiace della ingordigia della carnalità. E poi vi è la meravigliosa musa Janet, croce e delizia di Pascal. Una passione avvolgente e dinamica capace di far venir voglia d’esser i protagonisti.

C’è la fascinazione vintage alla Casablanca, il brio della Traviata e la musica di un jazzista blues: ecco come scelgo d’invitarvi a questa lettura interessantissima!

Ma il tempo muove le sue lancette in un modo strano e improvvisamente il giovane Pascal si vede a dover mettere in gioco tutta la sua vita concedendosi ad un irrazionale stato di depressione, ansia, abbandono, smarrimento totale.

E così il caos diventa il demiurgo di una scena di cui non si conoscono i contorni.

Persino la vicina, Veronique, sarà artefice di punti interrogativi che danzeranno nel limbo delle festanti incertezze.

Una storia magica, accattivante e pronta a stupire.

Una storia eccentrica e garbata, a tratti nevrotica ma che insegna a sognare.

Rosa Elenia Stravato

“L’era della ghirlanda”: portatevelo sotto l’ombrellone, si legge in poco più di un’ora”! 🙂

Lo trovate anche qui:
http://carlo-molinari.simplesite.com

Blog su WordPress.com.

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