Come infante

sulla tua pelle,

arazzo di velluto,

m’adagerei.

In spazi

intimamente carnali

sprofonderei

e svelare non azzardo.

Proibita avvenenza,

fragile abbaglio.

Eppur mi lambisci,

coi tuoi amabili

lineamenti parigini

mi tormenti.

Le tue labbra

calamite

da viziare.

 

2006

Foto copyright free, http://www.pixabay.com.

P.S. Ho già pubblicato questa poesia il 25 Gennaio scorso. Ma la sento “potente”, scusate se sono un pò “immodesto”…, e la voglio ribloggare. Attuale? Non so che dire…

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