Finché ce la faremo

percorreremo a piedi nudi

le vie sassose

che introducono

al bosco di castani.

Tra mulinelli di foglie

rosso bruno

calpesteremo lo scricchiolio

del manto mai avvezzo

all’erba florida.

Saranno attimi o lustri

che all’inverno conducono,

tra galaverna sulle ciglia

e stille di lacrime ibernate

che rigano il viso.

Ma dove lo sguardo si fonde

con il chiaro orizzonte

sentori di novelle primule

schiuderanno corolle sterminate.

E odore speziato di fieno accatastato

e coloni dalla fronte imperlata

lungo ettari e solchi di zolle dissodate.

I quaranta giorni di deserto

saranno le nostre

tatuate rimembranze:

il pomeriggio di Pasqua

manifesterà la pietra rotolata

e l’imbrunire dei vespri

placheranno degli animi l’affanno.

Con luce sfavillante

e un lieve alito

sui capelli di un tempo.

 

2007

 

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