Sbatti le ali,

ora che i cieli stanno

sollevando le palpebre

a guardarti,

a rendersi conto che esisti.

Non sia mai che

tue piume ancor tarpate,

siano cremate dai soli

dell’indifferenza!

Leviga, tornisci il tuo corpo

impomatati d’olio di balena,

imbraccia lo scudo rovente

se aspra scaramuccia

si solleverà tra due visi

a tenero confronto.

O niente di tutto questo!

Apri le mani

ora che la farfalla

sta placando

il suo volo ignoto.

Non proferire verbo alcuno,

accarezzala con lo sguardo

respirane i colori smaglianti

prima che la paura

di essere amata,

la innalzi sopra la tua testa

euforicamente tesa.

E voli via,

si eclissi all’orizzonte

dell’Attesa.

Ancora una volta.

1991

Foto copyright free, http://www.pixabay.com .

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