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Carlo Molinari… Scrivere secondo istinto.

Un mondo di tentata poesia

Mese

febbraio 2017

E non si canta più in primavera

E non si canta più in primavera.

 

Le rondini gemono invischiate

tra ciuffi di rovo,

anche il pianto delle vedove

tace in un silenzio spettrale.

 

Il giorno è afono,

inesplicabile.

Le bancarelle rionali

nulla più svendono,

non si canta più in primavera.

 

Si tace e ci si rimbocca

le miti trapunte.

 

Per non patir più

i suoni dell’afflizione.

 

2009

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Labirinti

Recluso nei miei dedali

scorro tra i recessi del cuore.

Una lacrima irrora l’occhio

ma di cadere

non ha più la forza.

 

2008

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Senryū 27.02 – Amare è anche questo

Tenacia, grinta.

Davanti al dolore

non abbandono.

 

2017

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“Mentre aspetto che ritorni” (Renato Zero)

Mentre aspetto il tuo ritorno

Metto in ordine le idee

Non so davvero in quale fortunato giorno

Da quella porta spunterai

Ho aggiustato il lavandino

E lo stereo finalmente va

Sono un uomo pieno di risorse in fondo

La vita mi conosce già

Sono qui che ti aspetto

Perché ho voglia di vincere

Non c’è altro che vorrei

Rincontrare gli occhi tuoi

Cancellarmi e rinascere

 

Ovunque sei

Ti mancherà la mia complicità

Ovunque sei

Qualunque faccia mi somiglierà

Ovunque sei

Ti impegnerai per non amarmi più

Testardo io

Che quella fede non l’ho persa mai

Accetterò da te qualunque verità

 

Sarà come la prima volta

Impacciato starò lì

Cercando di strapparti una risposta

Un meraviglioso “sì”

Ogni amore ha i suoi tarli

Ogni storia ha i suoi limiti

Resistenze non farò

Se destino accetterò

Anche il rischio di perderti

 

Ovunque sei

Di maledirmi non stancarti mai

Quello che vuoi

Ma questo cuore sanguina lo sai

Vigliacchi noi

Ci consegniamo a questa realtà

Vivremo poi

Con questo dubbio per l’eternità

Svegliarmi dovrei

 

La casa è aperta torna quando vuoi

Mi trovi qui

Perché non voglio perderti così

Mille altre volte ricomincerei

Ancora ti perdonerei

La voglia c’è

È sempre viva questa nostalgia

Di te

Ovunque sei

Mi manchi…

 

http://www.youtube.com/watch?v=0B9FM5IvqE0

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Armistizio

Acerbo patire,

non tollero più

di rincasare muto e preda

degli spettri del passato.

Fuori c’è un tenuo sole,

in me ancor alberga

battaglia e lotta acerrima

per non rimetterci l’amore.

L’ho rinvenuto dopo anni

di penare dissennato,

ora non lo cedo a nessuno.

 

Eppur ti bacio.

Ti bacio ancora.

Spero.

 

2017

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Due notti in pensione

Quest’odio di silenzio bastonato

stilla impregnante sui capelli,

come sangue delle discordie.

E quel prato d’amore

(o d’ipocrisia umana?)

di sapore aperto,

nei colpi d’occhio smaglianti,

pare ormai melma putrida

e i piedi vi affossano lentamente.

La muffa delle meschinità

ci ha ragnatelato le labbra.

Tutto affossa,

tutto si perde nel dolore.

Ma la testa lotta e digrigna,

si contorce e urla all’aria

come mostro bambino ferito:

respirali quegli occhi gonfi!

Ricordi, miserabile?

C’era un prato di rose.

Ora, un muro di cemento:

ma tu hai il piccone

del perdono in mano.

 

Firenze, 1991

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Haiku 26.02 – Solo silenzio

Sera frizzante

tutto ammutolisce

resta dolore.

 

2017

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“Ti lascio una canzone” (Gino Paoli)

“Finito il tempo di cantare insieme

si chiude qui la pagina in comune,

il mondo si è fermato io ora scendo qui

prosegui tu ma non ti mando sola.

Ti lascio una canzone

per coprirti se avrai freddo

ti lascio una canzone

da mangiare se avrai fame

ti lascio una canzone da bere

se avrai sete

ti lascio una canzone da cantare

una canzone che tu potrai cantare a chi

a chi tu amerai dopo di me

a chi tu amerai dopo di me.

Ti lascio una canzone da indossare sopra il cuore

ti lascio una canzone da sognare quando hai sonno

ti lascio una canzone per farti compagnia

ti lascio una canzone da cantare

una canzone che tu potrai cantare a chi

a chi tu amerai dopo di me

a chi non amerai senza di me”.

 

[Writer(s): Gino Paoli, Giuseppe Vessicchio]

Gennaio 2015 – Febbraio 2017

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Senryū 26.02 – Fine corsa

Ancora vesti

troppe problematiche,

sosta distante.

 

2017

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