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Carlo Molinari… Scrivere secondo istinto.

Un mondo di tentata poesia

Mese

marzo 2017

Haiku 31.03 – Ancor prima di Pasqua

Riappare luce

nelle vene pestate

ed anche fiori.

 

2017

Foto copyright free, pixabay.com

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Ton visage

Cette nuit je ramasse

miettes de vie

à tâtons à la lisière

de mon âme.

Je peux te donner

les étoiles,

poser la lune

dans tes doigts,

toucher légèrement

tes lèvres,

mais je sais bien

en même temps

que tout ça

n’est qu’un rêve

dans l’obscurité.

 

Il serait mieux

jeter de la boue

dans mes yeux,

du pollen

dans ma bouche,

pour me noyer

dans les larmes.

 

Encore une fois.

 

2017

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Bar Posta

Predomina il nero

sui calici sollevati.

Gel a cascate

su scompigliate

ciocche bionde.

Colonie di cellulari

in esposizione

su mani inanellate.

 

E tavolozze di trucco

sciarpe, sguardi

che sguardano

avversi,

chips messicane.

Le pareti di giovani

si sgrovigliano a tocco

invasato.

 

Atolli a sè stanti.

 

Siamo folla, siamo nessuno.

 

Qui a fianco s’innalza

a farmi compagnia

un bouchet di pistilli

su magnifici lilium

giallo arancio e porpora.

 

Che nessuno contempla.

 

E lei mi sorride.

Perché mi ama, qui.

 

2008

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Haiku 26.03 – Due caffè di notte

Respiro lento

occhi su occhi serrati

e muta l’ora.

 

2017

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Vernice

Calcar la tela

fino quasi a sfasciarla

dalla frenesia,

impastricciarla

con tinte fuoco,

colori ad olio

che s’imprimono

a produrre lineamenti.

 

Raddrizzare il tiro

con la punta delle dita,

tinteggiare

con il palmo delle mani

e fregarsene degli schizzi

sui vestiti da festa.

 

Così affresco a penna

le tue sembianze,

oscillo con il mio canto

su fogli lattei e li vesto

di mille particolari,

proprio come piace a te.

 

Quel che resta del finale

è forse già scritto da millenni.

Io sono solamente

un piccolo scrittore di parole.

 

Forse alle prime armi.

Forse pur istintivo,

ma con i ventricoli

in perenni aritmie.

 

Perché questo

è il mio palpitare,

quando incrocio

il tuo volto radioso

che, ancora una volta,

mi chiama per nome.

 

2017

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E seni da amare

Non m’adagerei mai

nel proclamare

delle tue fronde l’avvenenza,

quadri rigogliosi

d’un campo di frumento estivo

abbozzato e seduttore.

 

Non mi sfiancherei mai

nell’appagare

la lucentezza del tuo sorriso,

labbra carnose che reclamano

fiumi in piena di baci assolati.

 

Non mi stupirei mai

di seguitar il tocco delicato

alle tue forme regali,

fasciate di nero-regina,

e smalto scarlatto d’un tempo

(erba appena recisa

che di sensualità profuma).

 

Non mi placherei mai

nel mirar a fondo i tuoi occhi

decorati d’infinito,

verde smeraldo

di fondali marini,

tocco di violacea primavera.

 

E seni da amare.

 

 

2017

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Haiku 23.03 – La diga crepata

La vena d’arte

rivela mezza pausa,

sta deflagrando.

 

2017

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Scogli

Impavidi grilli

intermezzano

la volta celeste,

di caligine cristallina

e cenere sfavillante

incastonata.

 

Ho scoperto

i segreti del mare

vivendo

una stilla di rugiada.

 

1996

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A te che te ne vai

A te che te ne vai,

navighi i cieli

sino a remote patrie,

a te che la scia riversi

del tuo ardire in chi

tacito

qui rimane.

A te che commossa nostalgia,

maligna, a fondo pugnalerà

quando striati crepuscoli

disabitati

ti veleranno.

A te che proscrivi animi

e sussultano e s’angustiano

fantasticandoti

sfuocata anni luce.

Acqua terra

fuoco  vento

a vita zigana

ti battezzeranno,

d’euforia pregna.

A te, che acuta sorte

arrida e carezzi

di timor sensato

ogni singolo incedere,

verso il film ch’ancor

non si proietta.

Ma che noi stessi

decoriamo.

A te, sorella mai conosciuta,

sia la quiete della scoperta

a indirizzare

ogni anelito

nel proseguir

sempre oltre.

Sui cammini del Signore.

 

2007

 

Dedicata a mia sorella Laila

 

Vincitrice I° premio nazionale di poesia “Pablo Neruda 2007” (Vidigulfo, PV).

 

“Versi dedicati ad una persona mai conosciuta, ma facente parte della tua vita, questi sono i versi di “A te che te ne vai”. Un dolore tramandato, il rammarico del mai vissuto. Lirica toccante che dimostra quanto la sensibilità sia il profumo, l’essenza consapevole di un forte legame”.              

(Dott.ssa Elba Casorati, giuria degli esperti).

 

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