Ritornerò

Attracchi di luce

in lugubri silenzi,

a passo lento le ore

agguantano vita

e i destini si dissolvono.

Solo voce strangolata

sgrida il nuovo sorgere,

solo in limo putrido

approda il mio sentire.

 

 

05/2017

Foto Pixabay.com

Annunci

Conto alla rovescia

Ti attendevo incredulo

sin dai giorni dell’afflizione

ancor imprigionato

nel mio feretro esistenziale.

Ti ho da sempre partorito

con flebili lamentazioni

celata nelle mie viscere roventi,

seme pronto a brancolare

nei meandri dei miei primordi.

Perché da secoli immani

germogliavi in me

ma io disgregavo amori

e di fiato energie.

Non ti ho smaniata soltanto

in un concetto sbiadito,

ti ho inseguita anche

nel mio coraggio sfiancato.

 

E strascicavo le giornate

in attesa d’un avvenire

fradicio di te.

 

 

05/2017

http://www.facebook.com/carlomolinaripoesia

Foto Pixabay.com

Distese di silenzi

Le strade s’arrampicano

scaraventate tra larici ed abeti

strapiombi e muta calma.

S’avanza lambendo le azzurrità,

lo snervamento m’incoraggia

le folate a volte crepitano.

Brandelli di paesini

abbandonati, finestre barricate

e un camposanto tra i tornanti.

 

Solo i morti oggi sussurrano

tra polverose nicchie

e fiori bugiardi.

 

In altura le screziature di verde

confortano gli animi,

e pasture e destrieri

e tracciati disabitati.

 

In ogni dove è riposo.

 

Forse anche tra noi.

 

 

 

05/2017

http://www.facebook.com/carlomolinaripoesia

Foto Pixabay.com

All’alba del mio nuovo millennio

Non lodatemi per ciò che scrivo,

io sono solo pulviscolo

scaraventato da folate di grecale

sull’impervie rocce

del vivere incantato.

Non crediate ch’io sia poeta,

io sono solo un nuovo errare

sui sentieri dell’esistenza

rivestito ora di chiarore

solo perché ho raccattato

a forza le redini

dei miei passi strascicati.

 

Ma m’infiammo ancora

all’alba incandescente

del mio nuovo millennio.

 

 

05/2017

http://www.facebook.com/carlomolinaripoesia

Foto Pixabay.com

Come un parto cesareo

Chi eri tu, Calliope

da ispirare versi epici

d’antica rimembranza?

T’hanno implorata poeti

e fors’anche prosatori maledetti

nei secoli che han segnato

il dipanarsi dell’umano esistere.

Eppure ora mutano i nomi,

ma le muse, come sirene

e canti melodici marini,

non cessano d’urlare ai venti

le loro strofe intriganti.

E la mia mano ancor brandisce

una vecchia stilo e tratteggia,

scarabocchia su pallidi fogli

brandelli di cuore

aritmie d’un’anima

che mai s’è data per vinta.

 

Per riprendere ad affrescare

la tela d’immensità

che finalmente l’avvolge.

 

 

05/2017

http://www.facebook.com/carlomolinaripoesia

Foto Pixabay.com