In questa notte abbozzata,

ubriaca di caffè

e d’ambulanze schizzate

che fracassano muti silenzi,

lentamente visitano il buio

i tuoi occhi celesti,

imbevuti di leggiadria

e adombrati di mestizia,

tra scarmigliate chiome

color del grano incline al platino.

 

Un giorno forse m’inerpicherò

tra i prati delle Dolomiti,

freddati da raffiche,

e inseguirò per te

qualche fiore d’altura.

Sì, poi te lo scorterò

fino alle terre dei vulcani

e, ormai agonizzante,

lo potrai rinsecchire

tra i mille fogli cospicui

dei tuoi versi poetici.

 

E sarà subito

tempo di tornare

tra le mie verdi colline,

inzuppate di viti e a volte

anche di disgiunte greggi.

 

Un lieve tributo

per un domani

ancora da scrivere.

 

05/2017

Foto Pixabay.com

http://www.facebook.com/carlomolinaripoesia

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