La laguna veneziana brulicava

di gabbiani e di cigni candidi

mentre i Casoni dei pescatori

si erigevano proprio di fronte a noi

in un silenzio quasi irreale.

Mi hai corteggiato al Bucaniere

tra quadri di pesci finti, reti da pesca

conchiglie d’ogni forma,

profumi di mare aperto

che si stagliavano dalle cucine,

e due calici di vino bianco

da sposare con le portate

di sogliole giganti alla griglia.

Te l’avevo promesso

che nel bel mezzo dell’estate

ti avrei condotta in paradisi marini,

invece sei stata tu a prendermi la mano

e a trascinarmi tra banconi arieggiati

che sapevano di salsedine

e di sabbia non lontana.

Era sera già avanzata ormai,

era il tempo del rientro.

Si intravedevano le nostre montagne

e quelle della Croazia,

le luci del mare s’intavolavano

a scintille, mentre una stella cadente

rigava il cielo terso

ed il nostro vivere riaffiorato.

 

Ancora una volta tu ed il mare,

a contornare lo stupore

e  la meraviglia del mio incanto.

 

 

08/2017

Foto dal web: I “Casoni” dei pescatori, laguna di Caorle (VE)

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