Il canto di Berenice

E Berenice dormiva.

Gli elfi tacitavano di scintillio

felci e arbusti di bacche, e sinfonie

d’una selva velata da raggi floridi

s’infiltravano tra le frasche libiche

per baciarla in fronte, a canto epico,

le vestali oravano sul suo vagare,

consegnato in pegno a vetusti profeti

e voli d’airone, e il dolce dormir

acutizzava la bramosia degli amanti

disattesi, come perla d’acque percosse

carezzava la cetra e l’impensabile grazia

tingeva polsi sottili e smalti turchese,

ed or ancor veglia, dall’oasi di Siwa,

perché chi cadde in amore per lei

ebbe solo da transitar tra i morti,

che mai poterono comprendere.

Carlo Molinari copyright

Ph. dal web

8 pensieri su “Il canto di Berenice

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