Venere a nord

Venere, quanto bella sei

tra lusinghe di nubi

e chiarori di cobalto,

avvinghiata a piccole stelle

in un’aria di quasi estate

che pacifica l’anima,

quanto apri all’infinito

quando appari come faro

dei poeti, su cui Giove

pone innata benevolenza!

Ma il suo volto ti sorpassa,

sa brillare e infuocare,

canta alla notte e benedice

il giorno che s’appressa,

è porto sicuro, calore di vita,

induce il cuore

a tremare senza pietà,

mi cinge i fianchi e sa

che m’arrenderò alla sua aura.

È un universo proibito,

abitato da parole d’erbe in fiore,

i suoi occhi sono pianeti

su cui voglio abitare,

i suoi seni sono lune

su cui voglio riposare:

e tu, Venere, ascolta i versi

miti e ruggenti

di chi ha per pane

l’amore!

 

Che io tolga il disturbo

da questa terra

solo dopo aver bevuto

gocce d’amata commozione

dalle sue labbra,

che in un giorno di primavera

mi dissero di sì.

 

 

Carlo Molinari

http://carlo-molinari.simplesite.com

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