Dialisi permanente

Ci siamo detti addio mille volte

ma il mio cuore non può

che restare conficcato nel tuo,

come pugnale che gronda

fiotti di sangue innocente,

come spaccatura emofiliaca

che non può rimarginarsi,

come occhi che diventano ciechi

come labbra che smettono di parlare

come volti che paiono catatonici

come gambe di paralisi acuta,

perché tu sei vento, uragano, tempesta

fuoco, incendio, roveto ardente

tocco lieve, delicato e violento

che rasenta la pelle secca

e la corrode lasciando cicatrici,

pianto sterminatore e gioia da parto

strage da fiume di montagna

e acqua di torrente di campagna,

sei ferita di guerra arcaica

e gli scudi ormai tacciono a terra,

e le mani han smesso di cercare.

 

Il sole bacia solo le anime

che hanno osato rischiare.

 

 

Poesia premiata (e segnalazione come “Autore del giorno”) dai siti “Poesia Nuova” e “Parole del cuore”, siti di poesia contemporanea e d’avanguardia, 2018-2019-2020.

 

Carlo Molinari

Tratta da “Ti chiamo Azzurra” (Kimerik, 2019).

6 risposte a "Dialisi permanente"

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