Cuori di niente

Ricordati del mio costato

di salvia incipriata

e fanne la tomba d’un bacio,

ricordati dei miei fianchi

di muscoli asserragliati

e scopri la via degl’oppressi,

ricordati delle mie labbra

di cremisi screziato

e ingoia il sapore del ribes,

ricordati della mia parola

di versi su fogli strappati

e brucia ogni sillaba di noi,

ricordati dei nostri venti

di sabbia e mare svernato

e straccia il senso della vita,

ricordati delle mie mani

di nervi e tendini infiammati

e sappi che un tempo suonavo,

ricordati dei miei occhi

di pupille ardenti solo per te

e guardami ora nella mia cecità,

ricordati di quel che ero io

nelle sere di brina e di tizzoni

e piangi per quel che hai perduto.

Carlo Molinari

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