Senza far rumore

Con un verso

salverò me stesso.

Dagl’irti aculei

che mi conficco dentro,

dalla smisurata

ingordigia del caos

che mi brulica in vena,

dall’amore che lascia

e non ritorna,

da quello che tace

e s’annebbia.

Dai giorni di metallo,

dalla scure

pronta sul collo,

dagli schiaffi graffianti

della caducità,

dall’annebbiamento

della fantasia.

Con un verso

salverò me stesso.

Dalla notte

che imbroglia,

da quella che fa tremare,

dal niente

che come un verme

mi divora dentro.

Dalla memoria

d’un passato delirante

che inebetisce,

da quel bacio

che non ti diedi mai,

da tutti gli occhi

severi e scomodi,

dal silenzio

che s’ingarbuglia

nel mio cuore strappato.

Con un verso

salverò me stesso.

Da quei giorni

che non passano mai,

dal plumbeo che impera,

dalla nudità che mi gela.

Dal rotear

del cuore invano,

dall’amore che rincorro,

dalle spade

che mi piantò il destino

nella schiena.

Dal mio letto

che non abitammo mai,

dal quel sole

che oggi non è sorto,

da me stesso

che sono un pericolo.

Da me stesso

che sono rifrazione,

da me stesso

che non ho smesso

d’amare,

neanche le mie illusioni.

Con un verso

salverò me stesso.

Per poi morire

pian piano,

senza far rumore.

Carlo Molinari

http://carlo-molinari.simplesite.com

http://www.rinascimentopoetico.it

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