Infinito

Mi par di vederti,

infinito che ben ti celi,

altare cristallifero

delle menti più sagaci,

valico ascetico

per voci senza più voce.

Mi par di toccarti,

infinito, a pochi palese,

che di astri e maree

non ti curi né t’incanti,

divinità e compimento

che fai re chi a te s’appressa.

Infinito, non ti si mira,

ma sento l’acuto tuo bruciar,

e il cuor s’obnubila

in tanto sparger di passione,

che la mente sedotta

si svincola, e ancor più ama.

Carlo Molinari

http://poeti2000.webnode.it

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