Le spalle di Cristo

Bacio  

le Tue spalle,

oh Cristo,

laddove portasti

il peso feroce

della Croce

su pietraie aguzze,

quelle clavicole

scarnificate

caricate e dilaniate

anche dal mio errare,

dalla mia pochezza

e per la pazzia

del mio sragionare,

le bacio senza sosta

perché profetiche

di morte fallace

e di Luce salvifica,

le bacio in ginocchio

perché so

d’essere ancora vivo,

vagabondo nel vento

dopo il terzo giorno

del mio passato delirio.

Carlo Molinari

http://carlo-molinari.simplesite.com

Calipso

Ave, sempiterna

donna delle maree,

l’acqua ti strascica

convulsa e sudata

alle mie baie, gravide

di palme e di genti creole,

t’introduce alle gole

delle mie grotte di cristallo

dove la notte eterna

non si sposa col giorno,

e io con piedi nella rena

sto a godere dei tuoi flutti

che ammansiscono

le pelli del mio corpo

e m’invadono l’anima,

come razzie di barbari

senza lume, senza pietà,

acqua nuda di goccia tremula

che m’invaghisci per un sì

non ti curar d’una luna

che col suo contrarti

non dà risposte, ma guarda

son spoglio naufrago, solo

senz’inibizione alcuna,

e m’addentro

tra le tue correnti

per contenere a fondo

i tuoi pesci ispidi

e le tue screziature,

tu, marea che paralizzi

la mente, devasta l’arenile

che tutto mi par fermento,

e s’avvizzisce l’amarezza

e si denuda ogni dolore.

Carlo Molinari

http://carlo-molinari.simplesite.com

Ti porterei via il cuore

Ti cingerei i fianchi

come fa il vento

con gli alberi e le piante,

ti prenderei il viso

per scaldarmi occhi

e labbra col tuo sospiro,

ti porterei via il cuore

per nutrirmi anche

della tua anima divina,

ti svestirei senza indugio

per trasalire al palpito

del tuo corpo fatale

che s’increspa come danza,

sarei marea di foglie d’acero

tra le tue chiome di spiga

per annusare l’odore

del balsamo di muschio,

ti tratteggerei su tela di latte

per colorare i tuoi giorni

e suonerei preludi di tempesta

per assestare le tue notti,

ma, anima mia, sei l’assenza

sotto la pioggia tagliente

che condanna al distacco,

e non so cosa dire

se non sai cosa fare,

e non so cosa fare

se non sai cosa dire.

Carlo Molinari

http://carlo-molinari.simplesite.com

Succede che un giorno

Succede

che ti cambi l’abito

della vita,

ma le ossa

son sempre le stesse,

succede

che dipingi di mascara

i tuoi occhi di cedro,

ma l’amore trema

come canna al vento,

succede

che parti un giorno

per sfamarti di mondo,

ma torni sempre

dentro te stesso,

succede

che ti risvegli

sotto il pianto della luna,

ma le tenebre del cuore

non fanno più paura,

succede anche

che un giorno morirai,

e allora sì

che spazierai nel blu

col tuo volo infinito.

Carlo Molinari

http://carlo-molinari.simplesite.com

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E tutto m’è paradiso

D’amabili forme

sei tu, sovrana

di calici lattei

ove posar

il capo e non solo,

percorro a foga

il tuo arenile

che è puro miele,

e transitar

per selve agresti

che conducono

a spezzar fiati

e sudor di fronte,

e tutto m’è paradiso

e tutto m’assolve

del vagar negli anni,

senza meta

senz’audacia,

senza saper nulla

del mio vivere.

Carlo Molinari

Foto copyright free

http://carlo-molinari.simplesite.com

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Verso il mare

Ho sfiorato

le screziature

della tua corteccia,

albero silvestre,

tra formiche e licheni

ed ho percepito

il fremito antico

delle tue fronde,

sì, la morte non esiste

e c’è tanto amore,

ancora,

e vaga verso il mare.

Carlo Molinari

Foto copyright free

Ti scrivo perché

Musa, oh Musa

sei ciò che Dio

plasma con le stelle,

la brezza dei Tropici

che sa accarezzare

ciò che avanza

d’una vita spettinata,

hai le curve sinuose

d’una creatura dell’Eden

e m’hai rapito il respiro

e m’hai trafitto il petto,

canto d’antica rimembranza

che s’innalza a vortice

a glorificare il Cristo,

e una stilettata al cuore

quando sei assenza

e silenzio di parole.

Carlo Molinari

Foto copyright free

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Sonata n. 5

Buio e note

di Beethoven

nell’aria,

ti ho cercata

e m’hai risposto,

ti ho amata

e m’hai detto

che lo voleva

la luna.

Carlo Molinari

Foto copyright free

Se mai

Se mai

tornassi indietro,

saprei scavare

ogni anfratto

del tuo cuore,

posar due stelle

nei tuoi occhi,

bagnar di rugiada

le tue labbra,

fremere al vento

del tuo cammino,

potrei asciugare

ogni goccia di dolore

che scivola

sul candido viso.

Se mai

tornassi indietro

sarei pane caldo

tra le tue mani,

una coperta di lana fine

che avvolge le tue spalle,

scaccerei ogni parola

scomoda e di offesa,

porterei pace, ora sì

pace nei tuoi giorni,

ma il tempo

se n’è andato

e porta con sé

la sua condanna.

Allora ti supplico

e non me ne pento,

sia tu quella cascata

che bagna la fronte

schiava dell’errore,

sia tu quella fiamma

che brilla di suo

e chiama all’arrivo,

finalmente,

il mio vagare.

Carlo Molinari

Foto copyright free

A volte distante

A volte distante,

ti vedo

e non ti vedo,

il cuor rimbalza

tra occhi

come profondità

e parole mai dette,

e il solo saper

di te

schiarisce

ciò che resta

del mio giorno,

aspetto

ogni richiamo

per poi

dirti che esisto,

dolce fiamma

che pervadi

il mio corpo,

e ad ogni bacio

fai rinascere

l’aurora.

Carlo Molinari

Foto copyright free

03/11/2019

Introduzione a TcA

Nota introduttiva a “Ti chiamo Azzurra”


È con piacere che saluto Carlo Molinari, coneglianese, già affermato scrittore, vincitore di numerosi riconoscimenti che grazie alla sua sensibilità di attento e riservato osservatore è capace di sorprendere attraverso la poesia – regina delle arti – riuscendo a esaltare le emozioni di un attento lettore.La curiosità del lettore viene stimolata già dal titolo Ti chiamo Azzurra, ma proseguendo nella lettura, l’autore riesce a far trovare in ogni singola pagina la sua risposta.Auguro a Carlo e alla sua nuova opera il successo che merita con la speranza che non smetta mai di osservare, sognare e raccontare la “sua” poesia.


Dott.ssa Gaia Maschio

Assessore alla Cultura del Comune di Conegliano


“Ti chiamo Azzurra” lo trovate in tutte le librerie (oppure potete ordinarlo).
Potete anche scrivermi su Messenger e vi indico come averlo (ve lo spedisco io).
Oppure potete trovarlo anche qui:https://www.amazon.it/chiamo-Azzurra-Damor-solo-parlai/dp/8855161806/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=2X0HLE0YKDPL5&keywords=ti+chiamo+azzurra&qid=1572675037&sprefix=ti+ch%2Caps%2C191&sr=8-1

Primo Novembre

Quando verrà

quel giorno, voglio abitare

ai piedi degli angeli

invocando perdono

per le mie incertezze,

bere ogni goccia d’infinito

placarmi alla sorgiva

della vita, vestito di luce

e non più di pianto,

vegliando su albe di rose

e non più notti d’amarezza,

sapendo bene che

fin dalla genesi del tempo,

aspettavano anche me.

Carlo Molinari

Foto mia: ai Navigli, Milano (Agosto 2019).

Improvvisi

Fantasie

di spirito e arte

si fondono

in un desiderio

inaudito

che si rinforza

quasi miscela

di sesso feroce,

ti oscurano

fiato e intelletto

per poi precipitare

nelle patrie galere

della ragione.

Carlo Molinari

Foto copyright free

Prefazione di TcA

Prefazione di “Ti chiamo Azzurra”

L’Amore, quello con la “a” maiuscola quasi fosse una

personificazione del sentimento d’elezione, è stato

oggetto di interesse e fonte di ispirazione in ogni epoca.

Un vero e proprio centro gravitazionale del

verseggiare dei più grandi poeti che la storia abbia mai

conosciuto: Dante si struggeva per l’amore della

sfuggente Beatrice; Giacomo Leopardi tributava a Silvia

alcuni tra i suoi versi più noti e declamati di sempre; alla

dolce Laura pensava sempre Francesco Petrarca.

Grande poetessa dell’amore, una nostra

contemporanea scomparsa nel 2009, fu Alda Merini che

è stata in grado di vestire i suoi versi di tormentata

intensità, regalandoci una visione meno lirica, ma più

terrena e potente di tale tematica. Questo sentimento, il

sentimento per antonomasia, riesce a muovere massi

granitici, generando una forza motrice di incredibile

energia.

La raccolta di versi di Carlo Molinari, Ti chiamo

Azzurra, fa comprendere subitaneamente al suo lettore

quanto trainante e fondante sia l’amore per lui. Quello

che ci racconta l’autore, però, non è un sentimento

esclusivamente sospirato bensì un amore spesso

ottenuto; un amore che vuole essere tanto poetico

quanto sensuale e carnale, fatto di gioie passionali e

versi acutamente sofferti, partoriti dal cuore.

Le rime che Carlo Molinari dona al suo lettore

paiono quasi mimare il rintocco dei baci sul corpo

dell’amata, sono versi che gridano una gioia euforica di

conquista e rotonda allegria. La nudità dei corpi che si

cercano viene salmodiata con parole sode e piene di

polpa, che mettono a nudo non solo la pelle, ma anche

la carne delle emozioni.

Questo sentimento tracimante si fa presenza anche

nell’assenza, nella tangibilità di un ricordo che diviene

appassionato e carezzevole.

La poesia Lei era, complice la delicatezza delle parole

scelte con precisione chirurgica, ci mostra poi

quell’amore salvifico e lirico che è pietra miliare, punto

fermo di chi vuole declinare questa tematica in tutte le

sue sfumature, donando nuance sempre diverse di

colore che vanno a omaggiare un mondo che non è mai

piatto e scontato, monocorde o uniforme.

Grazie a un linguaggio flessibile, all’incanto delle

parole che formano quadri e fermano istanti, Carlo

Molinari riesce a universalizzare un sentimento tanto

intimo e personale.

«[…] lei era il mio sangue reale

un tocco nobile tra gli orrori,

una perla bianca sperduta

nelle nevi delle Dolomiti,

lacrima d’antica speranza

tra le acque placide del Nilo,

il faro di Giove nell’eternità

più annerita dalle tenebre,

il mio respiro acquietato

nella sedia vuota della solitudine,

il richiamo alla vita dopo anni

di vagabondaggio nel dolore […]».

Se indubbiamente è l’amore che tutto “move”, la

poliedricità autoriale si nota altresì nelle diverse

tematiche narrate, possiamo scorgere infatti

un’attenzione particolare alla Natura come anche grandi

richiami alla spiritualità tratteggiata da poesie il cui polo

ruota attorno alla morte – altro grande mistero

dell’umanità – in cui si percepisce quell’esistenzialismo

di eco sartriano che ci rammenta quanto l’uomo

moderno sia attanagliato da un certo senso di solitudine

di fronte all’eterno oblio.

Ti chiamo Azzurra è quindi una raccolta piena,

particolarmente evocativa e ricca di una serie di

suggestioni che diventano uditive e visive, Molinari

infatti usa il mezzo espressivo con estrema padronanza:

le parole imprimono, al pari di una pellicola

cinematografica, immagini, suoni, colori.

L’Amore è certo un grande protagonista di questa

splendida silloge, ma la vita è il palcoscenico sul quale

realtà e sentimenti si mettono in mostra.

Carlo Molinari, padrone di uno stile solido, maturo,

imbevuto di gran ritmo musicale, dona al lettore una

serie di poesie che assomigliano a prelibati confetti da

gustare in silenzio.

Verrà dunque da chiedersi cosa rappresenti la poesia

per l’autore: nella splendida Spirito ribelle sarà egli stesso

a dirci come essa possa essere riscatto dell’uomo, un vero e

proprio flusso vitale cavalcato dalla penna autoriale per

narrare la Verità e riportare alla memoria del tempo le

vestigia di amori rubati, di pensieri carichi di spiritualità.

Casa Editrice Kimerik

Foglie di cielo

Oh notte,

mi confondo

tra le tue tenebre

e mi sovvien

quel gaudio

che fa d’un uomo

un fremito eterno

tra le stelle,

ho patito e ringraziato

ho amato e perdonato

son caduto e ho pregato,

ora m’aspetta

il resto della vita

e ho in sogno d’esser

la mano tesa

che porta il fuoco,

il sorriso che irraggia

e rende luce,

la luna millenaria

che intarsia l’aurora,

e tu, quieta notte

che rapisci lenzuola

recami alla fonte

del desiderio,

dove l’amore

canta le sue nudità,

dove la foglia

sa di morire

per poi essere cielo.

Carlo Molinari

27/10/2019, ore 3.45

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