Di rondini zigane

Garrisce

questa nuova alba

al canto sfrenato

di rondini senza meta,

e il cuore fiorisce

e si mescola fiero

al verde dei tralci.

 

La notte s’è fregiata

di ceruleo e di pesca

e le nuvole s’incalzano

verso il cosmo tenero,

che non puoi palpare

ma che si fa decantare

tra papaveri e grano d’oro.

 

Ci si può smarrire

negl’impeti di luce

senza una preghiera.

 

 

Carlo Molinari

http://carlo-molinari.simplesite.com

E parlo…

E parlo

di voi, stelle

e parlo

con voi, stelle.

 

La notte

è così lunga

e profonda

che il tempo

si ferma

a raccontar

dei mistici, delle ansie

del cuore, dei poeti

e tutto

ha la forma

di Dio

e tutto

si contiene,

si muta

in incanto

che valica il buio,

perché domani

sa bene

di essere

ancora luce.

 

 

Carlo Molinari

Abissi di pioggia

Sferza la pioggia

sui lividi degli occhi

e sui cieli inceneriti.

 

Anche la mia anima

scroscia,

fremendo fondali di luci

che la possano salvare.

 

E mi percorre l’infinito.

 

 

Carlo Molinari

Almeno quello

Si va come profughi

in cerca d’una terra

dove posare le paure,

si va come randagi

in cerca d’una coperta

che scaldi anni di dolore,

e si va, si va così

senza sapere ancora

se vi sia un posto meritato

tra i cieli del divino.

 

Almeno quello.

 

 

Carlo Molinari

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Tra le ali degli angeli

Un giorno

sentirai

il vento urlare

fra i tuoi capelli,

entrarti nelle ossa

e tra i vestiti,

sentirai

il cuore battere

la danza

dei baci andati,

rivedrai

quel mare calmo

che era nostro

e casa mia

che accoglieva

i nostri corpi,

leggerai di sera

i miei libri

e ricorderai

tutte le poesie

che ti ho dedicato,

vedrai

le montagne

dove cercavamo

frescura,

i tanti musei

che ci aprivano

la mente,

e piazza grande

a Bologna

dove sedevamo

a raccogliere il sole.

Un giorno sarà così

ed io ti guarderò

tra le ali degli angeli,

ti benedirò

e suonerò

ancora per te

quella musica

che accompagnava

il nostro andare,

sarà freddo e pioggia

inverno e febbraio,

ma ti aspetterò

alle porte

della primavera,

e mi coglierai

per custodirmi

nel nuovo fiore

che germoglia

fra i rami verdi,

e te lo prometto,

com’è vero il sole:

tra le tue mani

non seccherò mai più.

 

 

Carlo Molinari

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Oltre le parole

Accarezzo

a cuore chiaro

una sinfonia

di gelsomini,

e mi si rivela

la perfezione

del Cielo,

che mai

ha rifiutato

la sua bellezza,

che mai

ha messo in croce

una parola sbagliata.

 

E così ti amo,

d’immenso sincero.

 

 

Carlo Molinari

Ciò che mi resta

Pare il sole nuovo.

 

Anche le foglie

spandono più frescura,

i fiori s’ammantano

di rosa labbra, guglie arancio,

blu cobalto, rosso cremisi,

giallo sincero, azzurro latteo.

I miei passi li sento,

il respiro si amalgama

con l’aria in movimento,

qualcuno per strada

mi ha salutato con occhi

di domanda, e di rispetto.

 

Pare il sole nuovo.

 

E allora si canta,

sulle rive

d’un cuore esausto

e s’aspetta,

che passi l’Eterno.

 

 

Carlo Molinari

Foto mia

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Alle due

Alle due

la notte è nemica,

lo sguardo si perde

nell’interminabile

e strepitano gli spiriti

straziati negli inferi,

annaspano, gettati

come stracci senza fossa.

 

Alle due

la notte è nemica,

la città è violentata

da schiaffi di silenzio,

ci siamo murati tutti

e i viali son regni di ragni,

anche gli alberi

hanno rami scheletrici

e le foglie soffocate

presto cadranno.

 

Alle due

la notte è nemica,

mi grida d’un tempo

infestato, maledetto,

che forse si rinnoverà,

e il mio corpo recalcitra

e al cuore vien da crepare:

ci son forse arcobaleni,

in questo brucar di vermi?

 

Ma alle due

c’è un Dio che volteggia

e geme per l’indecenza,

non punta mai il dito

e ha la fiaccola del conforto,

soffia lo Spirito e carezza

le teste, una per una,

bacia le fronti, una per una.

 

Sa bene che si vive all’inferno.

 

E sa bene che lo spegnerà.

 

 

Carlo Molinari

http://carlo-molinari.simplesite.com

La luna delle sei (2)

Si possono baciare

stamattina,

il sole e la luna,

lei, cauta

dietro la collina,

lui, spavaldo

al ciglio dell’orizzonte,

due fari

che si sciolgono

s’incalzano

si soffiano,

bianco puro

imponente

come granito,

e rosso fiamma

acceso

da fuoco d’amore,

chi si sveglia

e chi dorme,

ancora,

sui sogni

d’un estate di ieri

e d’un mondo

che respiri,

sulla speranza

che oggi sia diverso,

e che nascano

ancora più bambini.

 

 

Carlo Molinari

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